Per segnalazioni di grazie ricevute attraverso l'intercessione della Beata

o per ulteriori informazioni, non esitate a contattare la Diocesi di Padova:

"Diocesi di Padova - Ufficio per le cause dei Santi - postulatore Mons. Pietro Brazzale"

(via Dietro Duomo, 15 - 35139 PADOVA; tel. 0498226111 - fax 049.822615 mail info@diocesipadova.it)

Beata Eustochio

Beata Eustochio
Beata Eustochio, Vergine patavina, Prega per Noi!

lunedì 3 maggio 2010

Mese di Maggio 3

La Preghiera del Rosario.
Riportiamo alcune rose dal testo, dell’ormai familiare Luigi Grignon de Montfort, il segreto meraviglioso del S. Rosario.
Se questi spunti troveranno terreno fertile nei Lettori abbiamo la convinzione che non rimarranno senza frutto.
Per esperienza personale possiamo affermare con tranquillità l’efficacia di questa preghiera. La B. Eustochio ne traeva immenso sollievo e la indicava come arma infallibile contro il Maligno.
Esorcisti di chiara fama dicono che nulla il demonio teme quanto il S. Rosario, è una frusta che si abbatte sulla sua schiena costringendolo alla fuga più ignominiosa.
Meditare Cristo con gli occhi di Maria usando le espressioni del Vangelo. Questo è il Rosario, preghiera potente ed efficace, capace di disporre alla contemplazione anche le anime più aride.
“3. A voi, peccatori e peccatrici, uno più peccatore di voi offre questa rosa arrossata dal sangue di Gesù Cristo perché vi adorni e vi salvi.
Empi e peccatori impenitenti gridano continuamente: «Coroniamoci di rose» (Sap 2,8). Anche noi cantiamo: Coroniamoci con le rose del santo Rosario.
Ma quanto sono diverse le loro rose dalle nostre! Le loro sono i piaceri carnali, i vani onori, le ricchezze caduche che presto saranno appassite e corrotte. Le nostre, invece, sono i Padre nostro e le Ave Maria, recitati bene e accompagnati da buone opere di penitenza, e non appassiranno né periranno mai. Tra centomila anni la loro bellezza splenderà come oggi.
Le loro tanto decantate rose hanno solo l'apparenza di rose: in realtà sono spine che pungono con il rimorso durante la vita, che trafiggono con il rimpianto all'ora della morte, che bruciano per tutta l'eternità nell'ira e nella disperazione. Se le nostre rose hanno spine, queste sono spine di Gesù Cristo che egli tramuta in rose. Se le nostre rose pungono, esse pungono solo per qualche istante, unicamente per guarirci dal peccato e per salvarci.
4. Facciamo a gara per coronarci con queste rose del paradiso, recitando ogni giorno un Rosario, cioè tre corone di cinque decine ciascuna come altrettante ghirlande di fiori: 1) per onorare le tre corone di Gesù e di Maria: la corona di grazia di Gesù nell'incarnazione, la sua corona di spine nella passione, la sua corona di gloria in cielo, e la triplice corona che Maria ha ricevuto in cielo dalla SS. Trinità; 2) per ricevere da Gesù e da Maria tre corone: la corona di meriti in questa vita, la corona di pace in morte, la corona di gloria in paradiso.
Se sarete fedeli a recitarlo devotamente fino alla morte, nonostante l'enormità delle vostre colpe, credetemi: «riceverete la corona di gloria che non appassisce» (1 Pt 5,4). Anche se vi trovate sull'orlo dell'abisso o con un piede nell'inferno, se avete perfino venduto l'anima al diavolo come uno stregone o siete un eretico indurito e ostinato come un demonio, presto o tardi vi convertirete e vi salverete. Purché — lo ripeto e notate bene i termini del mio consiglio — diciate devotamente ogni giorno fino alla morte il santo Rosario, per conoscere la verità ed ottenere la contrizione ed il perdono dei vostri peccati. Troverete in questo libro parecchi esempi di grandi peccatori convertiti per mezzo del santo Rosario. Leggeteli e meditateli.”

domenica 2 maggio 2010

Gesù Misericordioso



L’Icona di Gesù Misericordioso e la Liberazione dal Maligno

La Celebre icona di Gesù Misericordioso è ormai molto nota, soprattutto per le straordinarie grazie che attraverso di essa sono state ottenute in tutto il mondo.
Proponiamo una personale analisi dell’immagine sulle considerazioni di S. Faustina Kowalska, suora polacca oggetto delle rivelazioni.
L’Icona presenta il Signore risorto, vestito di un abito candido, le piaghe delle mani e dei piedi sono splendenti e da quella del costato, proprio sopra il cuore, scaturiscono due raggi di luce: uno azzurro ed uno rossastro.


L’interpretazione è, in realtà, molto antica. I padri della chiesa hanno già trovato una spiegazione teologica al sangue e all’acqua sgorgati dal costato di Cristo ( cfr. Giovanni Crisostomo, omelie per il sabato Santo).
Giova riportare il senso mistico di questo evento.
Mentre Adam dormiva nell’Eden, Iddio estrasse una costola dal suo fianco, da essa creò Eva.
Allo stesso modo, nel sonno della morte, il Padre, dal costato del Figlio ( Nuovo Adamo), fece scaturire i segni che caratterizzano la Chiesa, nuova Eva.
I Segni peculiari della Chiesa sono due: L’acqua Battesimale e il Sangue eucaristico.
Senza di essi non è immaginabile la Chiesa come comunità unita dal vincolo dello Spirito Santo.
Gesù è avvolto in un abito Candido, segno di una divinità pienamente rivelata ( viene spontaneo il confronto con le icone della Trasfigurazione.
Dal Buio del mondo e della Morte, si erge una figura luminosa capace di rischiarare le tenebre in atto benedicente.
Perché Gesù vuole che proprio questa immagine sia venerata? È semplice, la Croce ci parla solo della morte, mentre questo quadro ci mostra, accanto ai segni della Passione, la gloria del Risorto, che è l’effettivo fondamento della nostra Fede. Dice l’Apostolo delle Genti: Se non c’è risurrezione, a che vale la mia Fede?
In questo tempo pasquale è importante concentrarsi sul mandato del Risorto, che proprio oggi, V Domenica di Pasqua Anno C, ci invita “ Ad amarci gli uni gli altri come lui ha amato noi”, ricordandoci che proprio da questo gli altri, i non cristiani, ci potranno riconoscere come comunità.

Mese di Maggio 2

Riportiamo alcuni brani tratti dall’opera “ Trattato della devozione alla Vergine” di S. Luigi G. de Monfort.
Questi primi ragionamenti, posti in apertura all’operetta, sono illuminanti ai fini di una maggior comprensione della dottrina mariana.
In primo luogo si vedrà che Maria, rispetto a Dio, somma Potenza, è un nulla. Egli solo, infatti, è colui che è, come si chiama egli stesso parlando a Mosè.
Questo però non significa che la Vergine sia inutile ai fini della Salvezza: se Dio, che è immutabile nelle sue decisioni, ha voluto la collaborazione di Maria per compiere la più grande delle sue opere continuerà a farlo fino alla fine dei tempi.
In più Maria è l’unica, tra tutti i santi dell’antico testamento, ad avere avuto il dono del Salvatore, dice il Santo: ha meritato, e questo fin dalla sua concezione nella mente di Dio, al principio dei tempi.
Non potevamo ricevere direttamente il Salvatore, avevamo bisogno di un mezzo, una scala tra cielo e terra, e questo è proprio Maria, il punto di congiunzione tra il Divino e l’umano.
Ancora più sorprendente il mistero dell’annunciazione, Dio, che può tutto secondo la sua volontà, si inchina davanti a una sua creatura per chiederle collaborazione e consenso. Il Figlio di Dio si è fatto uomo per la nostra salvezza, ma in Maria e per mezzo di Maria,questo è il fulcro della riflessione Mariana della Chiesa.
Una Creatura è stata eletta da Dio per portare nel Grembo Virginale il Salvatore.

[14] Con tutta la Chiesa confesso che Maria, essendo una semplice creatura uscita dalle mani dell'Altissimo, paragonata a tale infinita Maestà è meno di un atomo; meglio, è proprio un niente, poiché soltanto lui è Colui che è. Dunque, questo grande Signore, sempre indipendente e sufficiente a se stesso, non ha avuto né ha bisogno in modo assoluto della santissima Vergine per attuare i suoi voleri e per manifestare la sua gloria. Gli basta volere, per fare tutto.
[15] Però affermo che, supposte le cose come sono, avendo voluto cominciare e compiere le sue più grandi opere per mezzo della Vergine Maria fin dal momento in cui l'ha plasmata, bisogna credere che non cambierà metodo nei secoli dei secoli. Egli è Dio e non muta per niente né sentimenti né modo di agire.
[16] Dio Padre ha dato al mondo il suo unico Figlio soltanto per mezzo di Maria. Per quanti sospiri abbiano elevato i patriarchi, per quante richieste abbiano presentato i profeti e i santi dell'antica legge, durante quattromila anni, per avere un simile tesoro, soltanto Maria l'ha meritato ed ha trovato grazia davanti a Dio con la veemenza delle sue preghiere e con la sublimità delle sue virtù. Il mondo - dice sant'Agostino - era indegno di ricevere il Figlio di Dio direttamente dalle mani del Padre. Questi l'ha dato a Maria perché il mondo lo ricevesse per mezzo di lei.
Il Figlio di Dio si è fatto uomo per la nostra salvezza, ma in Maria e per mezzo di Maria
.
Dio Spirito Santo ha formato Gesù Cristo in Maria, ma dopo averle chiesto il consenso per mezzo di uno dei primi ministri della sua corte .

sabato 1 maggio 2010

Maggio, il Mese di Maria.

Da molti secoli la Chiesa ha consacrato il mese di Maggio ad una speciale devozione verso la Vergine Ss.
Questo mese può essere un modo di approfondire meglio le proprie conoscenze riguardo il culto della Madre di Dioe e per questo rimandiamo ad una serie di libri di devozione che potranno essere molto utili.
In primo luogo citiamo il celebre trattato di S. Luigi Grignon de Montfort, spesse volte venuto aglio onori delle stampe in quanto amatissimo dal S.D. Giovanni Paolo II.
Ahimè non basta la notorietà, infatti, alla prova dell'evidenza sono ben pochi quelli che hanno voluto accostarsi a pagine così lontane per linguaggi e proposte, ma pure così ricche di tesori spirituali.
In breve il trattatello, in forma d'appunti, spiega perchè onorare Maria non adombra il culto dovuto a Dio, ma piuttosto lo perfeziona.
In secondo luogo il libello si propone di mostrare la necessità assoluta della devozione mariana, e per questo fine ci propone la così detta Consacrazione a Gesù per mezzo di Maria, un secondo "Battesimo" nel cuore immacolato della Vergine.
Che belle parole usa quel Santo! Che accenti ispirati! Invero chi legge quelle righe non può che sentirsi debitore a un uomo che, con le sue poche forze, ha cercato di svelarci un angolino di Cielo!
Ecco, Maria non è contro Gesù, se Gesù è stato il primo, per bocca d'un Angelo, a salutarla con umile devozione, non dovremmo anche noi, col rispetto di figli, invocarla teneramente?
Non c'è contrasto tra il culto a Maria e quello verso Dio, sia chiaro però, il primo è venerazione il secondo Adorazione.
Eppure si può adorare Dio anche attraverso Maria, e meglio che con le sole nostre forze!
Si, quando preghiamo la Vergine adoriamo Dio facendoci scudo coi meriti della sua Santissima Madre, e non c'è preghiera che non venga esaudita sotto un simile patrocinio.
Sono gli eretici, i modernisti, i protestanti, che con la scusa di voler riportare ogni preghiera al Padre strappano alla Vergine quegli onori che nemmeno Dio le ha voluto negare.
Ricordate! Tra tutte le creature Ella sola è senza peccato, Ella sola è pura!
Lo strumento migliore per dimostrarLe la nostra completa devozione è il Rosario, e per questo si rimanda ad un altro opuscolo dello stesso Santo: Il Segreto Meraviglioso del Ss.Rosario.
In quest'operetta, sotto forma di Rose disposte a diecine il Monfort ci fornisce preziosi spunti Meditativi ricavati dalle sue esperienze, dalla Storia, e dalle pie tradizioni.
Che Miracoli, che eventi Sublimi! Chi lo leggerà non potrà fare a meno di stringere a se la corona impaziente, finita la lettura, di recitarla con fervorosi accenti, non una ma più e più volte fino a non avere più forze!
Preghiamo il S. Rosario! Che Aspettiamo? La Vergine ce ne ha raccomandato la pratica molte volte, a Lourdes, a Fatima, a Parigi. Che ci trattiene?
Un santo dei nostri giorni, San Massimiliano Kolbe, diceva che il S. Rosario è la preghiera più efficace per convertire i peccatori e per ottenere grazie innumerevoli.
In questo bel Mese, quando fioriscono le rose e la natura è nel pieno del suo rigoglio prima delle calure estive, prendiamoci un'oretta quotidiana per meditare, procuriamoci una bella immagine della Vergine, magari benedetta; accendiamo una candela e disponiamole intorno qualche fiore; infine prendiamo la Corona e aiutati dalle parole dei Maestri della Fede meditiam sui misteri della Nascita, Morte e Risurrezione di Cristo.
Il rosario non è solo la più eccellente delle preghiere Mariane, esso è anche la più eccellente delle preghiere Cristiane! E nessuno si scandalizzi quando il Monfort dice: "Chi, pur conoscendolo[il Rosario] non lo pratica con fede, può essere certo che questo è un segno di dannazione e di sicura perdizione, viceversa, chi lo pratica è fatto oggetto di una speciale predestinazione alla vita Eterna."
Buon Mese di Maggio a tutti i lettori.

giovedì 22 aprile 2010

Pellegrinaggi a Padova al santuario della Beata Eustochio

Si accettano volentieri gruppi di pellegrini per visitare la Chiesa di San Pietro a Padova, nella quale è conservato il corpo della Beata Eustochio e dove è stata ricostruita la Santa Casa di Loreto.

Per ogni informazione, contattate la Postulazione via mail: infoeustochio@libero.it.

(cfr. http://maps.google.it/maps?f=q&source=s_q&hl=it&geocode=&q=corso+milano+padova&sll=45.410141,11.865578&sspn=0.008074,0.023432&ie=UTF8&hq=&hnear=Corso+Milano,+Padova,+Veneto&ll=45.408484,11.869429&spn=0.002019,0.005858&t=h&z=17

Gruppo di preghiera "Beata Eustochio"

Amici, fedeli, chiunque legga questa pagina.
La Chiesa Universale chiede con insistenza esempi da seguire, modelli a cui ispirarsi, vie da seguire.
Cristo è la VIA, Cristo è la VERITA', Cristo è la VITA.
E' lui l'esempio da seguire, è tutto scritto nel messaggio degli Apostoli, nei Vangeli, nelle Lettere.
Ma è scritto anche nell'esempio dei Santi e dei Beati di Dio. La loro vita è l'effetto della coerenza nel Vangelo.
La proposta, che io faccio a nome della Postulazione, è una proposta che, attrverso la devozione sincera alla vita vissuta da una cattolica di cinque secoli fa, venerata come Beata dalla Chisa, vuole raggiungere la fede in Dio.

Il nostro desiderio è semplice: ovunque voi siate, pregate in gruppo Gesù con altri chiedendo l'intercessione della Beata. Più persone la conosceranno, più persone vedranno in lei il mistero del volere di Dio, più persone si aafideranno alle sue mani, ancora di più saranno le possibilità che Cristo, nell'Amore infinito verso i santi in Paradiso, compia attraverso di Lei il miracolo, che porterà la Beata ad essere chiamata Santa.

Come? Un rosario, la lettura della Passione di San Giovanni, un po' di dibattito e di impegno concreto. Magari un pellegrinaggio alla Chiesa di San Pietro a Padova...

mercoledì 7 aprile 2010

Gregorio il Sinaita: "La vita contemplativa e i due modi della preghiera"


Esistono due maniere di unione a Dio, più esattamente ci sono due entrate per la preghiera mentale che lo spirito risveglia nel cuore.
Una si ha quando la mente "aderendo strettamente al Signore" entra rapidamente nella dimora della preghiera; l'altra quando l'attività orante si svolge gradatamente e mediante un fuoco gioioso esercita la mente e la tiene ferma con l'invocazione unitiva del Signore Gesù. Lo Spirito opera in ciascuno secondo il suo beneplacito, è quindi possibile che una forma di unione preceda l'altra nelle varie persone, nel modo che ho detto sopra.
Altre volte, quando le passioni sono affievolite per la costante invocazione a Gesù Cristo, l'evento accompagnato da un fervore divino, si manifesta nel cuore. "Dio è un fuoco che consuma" le passioni. In altri casi lo spirito attrae a sè la mente, saldandola nel cuore e impedendone il consueto vagare dei pensieri.
Sull'esercizio della preghiera: Il metodo
All'alba getta il seme, la preghiera, la sera la tua mano non resti oziosa, dice Salomone; questo perchè la preghiera non venga interrotta rischiando di perdere l'ora dell'esaudimento, "non sai quale delle due semine ti darà i suoi frutti".
Di buon mattino mettiti a sedere su uno sgabello alto un palmo; dirigi il pensiero dal dominio della mente sul cuore e costringilo a rimanervi. Curvo laboriosamente, mentre il petto, le spalle e la nuca ti faranno male, grida con perseveranza e col pensiero e con l'anima: "Signore Gesù Cristo, abbi pietà di me". In seguito, se per la posizione forzata, o dalla noia provocata dalla sosta prolungata sulla stessa formula porta il tuo pensiero sull'altra forma dell'invocazione e ripeti: "Figlio di Dio abbi pietà di me!". Ripeti questa formula numerose volte, evita, per indolenza, di cambiarla troppo spesso, le piante trapiantate con frequenza non attecchiscono.
Controlla il respiro dei polmoni, in modo da non respirare nel consueto modo. Poiché il soffio dei respiri incontrollati che sale dal cuore oscura la mente e agita l'anima, la dissipa, l'abbandona alla distrazione, oppure le fa passare davanti ogni sorta di immagini indirizzandola insensibilmente verso ciò che non è bene. Non ti turbare se vedi sorgere l'impurità degli spiriti malvagi e prender forma nel tuo pensiero; come pure non dare attenzione ai buoni pensieri che ti si possono presentare. Tieni salda la mente nel cuore, domina la respirazione, e ripeti senza stancarti l'invocazione al Signore Gesù; ben presto brucerai e dominerai questi pensieri, fustigandoli invisibilmente col Nome divino. Giovanni Climaco dice: "Col nome di Gesù fustiga i nemici. Non c'è arma più forte, nè in cielo nè in terra".
Sulla respirazione controllata
Isaia l'eremita e con lui molti altri, riguardo al controllo della respirazione dice: "Domina l'instancabile pensiero, cioè la mente agitata e divagata dalla potenza del nemico che, a motivo della negligenza è ritornato, anche dopo il Battesimo, nell'anima neghittosa, seguito da numerosi spiriti maligni, conformemente a quanto il Signore disse: "l'ultima condizione dell'uomo è peggiore della prima". Un altro dice: "Il monaco abbia l'invocazione di Dio al posto del respiro".
Un altro: "L'amore di Dio deve precedere il respiro". Simone il Nuovo Teologo: "Comprimi il ritmo della respirazione in modo da non respirare nel modo abituale". Giovanni Climaco ammonisce: "Il ricordo di Gesù sia unito al tuo respiro, imparerai la forza del silenzio". E l'Apostolo Paolo afferma: "Non io, ma Cristo vive in me" operando in lui insufflandogli la vita divina. E il Signore dice: "lo Spirito soffia dove vuole", prendendo l'immagine del vento che spira. Quando fummo purificati nel battesimo, ricevemmo la eredità dello Spirito e i germi della parola interiore.
Avendo trascurato i comandamenti, custodi della grazia, siamo nuovamente caduti nelle passioni, e invece di respirare lo Spirito Santo, ci siamo riempiti del respiro dei maligni spiriti. Da essi hanno origine gli sbadigli e gli stiramenti delle membra, a dire dei Padri. Chi ha accolto lo Spirito e da Lui si è lasciato purificare, è anche da Lui riscaldato e respira la vita divina, la parla, la pensa, e la vive, conformemente alle parole del Signore. "Non siete voi a parlare ma lo Spirito del Padre che parla in voi". In maniera identica chi è abitato da uno spirito opposto al Signore, parla e agisce in maniera contraria al Signore.

Presentazione "La Chiesa di San Pietro in Padova e la Beata Eustochio"

Stabat Mater (Z. Kodaly)