Si accettano volentieri gruppi di pellegrini per visitare la Chiesa di San Pietro a Padova, nella quale è conservato il corpo della Beata Eustochio e dove è stata ricostruita la Santa Casa di Loreto.
Per ogni informazione, contattate la Postulazione via mail: infoeustochio@libero.it.
(cfr. http://maps.google.it/maps?f=q&source=s_q&hl=it&geocode=&q=corso+milano+padova&sll=45.410141,11.865578&sspn=0.008074,0.023432&ie=UTF8&hq=&hnear=Corso+Milano,+Padova,+Veneto&ll=45.408484,11.869429&spn=0.002019,0.005858&t=h&z=17
giovedì 22 aprile 2010
Gruppo di preghiera "Beata Eustochio"
Amici, fedeli, chiunque legga questa pagina.
La Chiesa Universale chiede con insistenza esempi da seguire, modelli a cui ispirarsi, vie da seguire.
Cristo è la VIA, Cristo è la VERITA', Cristo è la VITA.
E' lui l'esempio da seguire, è tutto scritto nel messaggio degli Apostoli, nei Vangeli, nelle Lettere.
Ma è scritto anche nell'esempio dei Santi e dei Beati di Dio. La loro vita è l'effetto della coerenza nel Vangelo.
La proposta, che io faccio a nome della Postulazione, è una proposta che, attrverso la devozione sincera alla vita vissuta da una cattolica di cinque secoli fa, venerata come Beata dalla Chisa, vuole raggiungere la fede in Dio.
Il nostro desiderio è semplice: ovunque voi siate, pregate in gruppo Gesù con altri chiedendo l'intercessione della Beata. Più persone la conosceranno, più persone vedranno in lei il mistero del volere di Dio, più persone si aafideranno alle sue mani, ancora di più saranno le possibilità che Cristo, nell'Amore infinito verso i santi in Paradiso, compia attraverso di Lei il miracolo, che porterà la Beata ad essere chiamata Santa.
Come? Un rosario, la lettura della Passione di San Giovanni, un po' di dibattito e di impegno concreto. Magari un pellegrinaggio alla Chiesa di San Pietro a Padova...
La Chiesa Universale chiede con insistenza esempi da seguire, modelli a cui ispirarsi, vie da seguire.
Cristo è la VIA, Cristo è la VERITA', Cristo è la VITA.
E' lui l'esempio da seguire, è tutto scritto nel messaggio degli Apostoli, nei Vangeli, nelle Lettere.
Ma è scritto anche nell'esempio dei Santi e dei Beati di Dio. La loro vita è l'effetto della coerenza nel Vangelo.
La proposta, che io faccio a nome della Postulazione, è una proposta che, attrverso la devozione sincera alla vita vissuta da una cattolica di cinque secoli fa, venerata come Beata dalla Chisa, vuole raggiungere la fede in Dio.
Il nostro desiderio è semplice: ovunque voi siate, pregate in gruppo Gesù con altri chiedendo l'intercessione della Beata. Più persone la conosceranno, più persone vedranno in lei il mistero del volere di Dio, più persone si aafideranno alle sue mani, ancora di più saranno le possibilità che Cristo, nell'Amore infinito verso i santi in Paradiso, compia attraverso di Lei il miracolo, che porterà la Beata ad essere chiamata Santa.
Come? Un rosario, la lettura della Passione di San Giovanni, un po' di dibattito e di impegno concreto. Magari un pellegrinaggio alla Chiesa di San Pietro a Padova...
mercoledì 7 aprile 2010
Gregorio il Sinaita: "La vita contemplativa e i due modi della preghiera"
Esistono due maniere di unione a Dio, più esattamente ci sono due entrate per la preghiera mentale che lo spirito risveglia nel cuore.
Una si ha quando la mente "aderendo strettamente al Signore" entra rapidamente nella dimora della preghiera; l'altra quando l'attività orante si svolge gradatamente e mediante un fuoco gioioso esercita la mente e la tiene ferma con l'invocazione unitiva del Signore Gesù. Lo Spirito opera in ciascuno secondo il suo beneplacito, è quindi possibile che una forma di unione preceda l'altra nelle varie persone, nel modo che ho detto sopra.
Altre volte, quando le passioni sono affievolite per la costante invocazione a Gesù Cristo, l'evento accompagnato da un fervore divino, si manifesta nel cuore. "Dio è un fuoco che consuma" le passioni. In altri casi lo spirito attrae a sè la mente, saldandola nel cuore e impedendone il consueto vagare dei pensieri.
Sull'esercizio della preghiera: Il metodo
All'alba getta il seme, la preghiera, la sera la tua mano non resti oziosa, dice Salomone; questo perchè la preghiera non venga interrotta rischiando di perdere l'ora dell'esaudimento, "non sai quale delle due semine ti darà i suoi frutti".
Sull'esercizio della preghiera: Il metodo
All'alba getta il seme, la preghiera, la sera la tua mano non resti oziosa, dice Salomone; questo perchè la preghiera non venga interrotta rischiando di perdere l'ora dell'esaudimento, "non sai quale delle due semine ti darà i suoi frutti".
Di buon mattino mettiti a sedere su uno sgabello alto un palmo; dirigi il pensiero dal dominio della mente sul cuore e costringilo a rimanervi. Curvo laboriosamente, mentre il petto, le spalle e la nuca ti faranno male, grida con perseveranza e col pensiero e con l'anima: "Signore Gesù Cristo, abbi pietà di me". In seguito, se per la posizione forzata, o dalla noia provocata dalla sosta prolungata sulla stessa formula porta il tuo pensiero sull'altra forma dell'invocazione e ripeti: "Figlio di Dio abbi pietà di me!". Ripeti questa formula numerose volte, evita, per indolenza, di cambiarla troppo spesso, le piante trapiantate con frequenza non attecchiscono.
Controlla il respiro dei polmoni, in modo da non respirare nel consueto modo. Poiché il soffio dei respiri incontrollati che sale dal cuore oscura la mente e agita l'anima, la dissipa, l'abbandona alla distrazione, oppure le fa passare davanti ogni sorta di immagini indirizzandola insensibilmente verso ciò che non è bene. Non ti turbare se vedi sorgere l'impurità degli spiriti malvagi e prender forma nel tuo pensiero; come pure non dare attenzione ai buoni pensieri che ti si possono presentare. Tieni salda la mente nel cuore, domina la respirazione, e ripeti senza stancarti l'invocazione al Signore Gesù; ben presto brucerai e dominerai questi pensieri, fustigandoli invisibilmente col Nome divino. Giovanni Climaco dice: "Col nome di Gesù fustiga i nemici. Non c'è arma più forte, nè in cielo nè in terra".
Sulla respirazione controllata
Isaia l'eremita e con lui molti altri, riguardo al controllo della respirazione dice: "Domina l'instancabile pensiero, cioè la mente agitata e divagata dalla potenza del nemico che, a motivo della negligenza è ritornato, anche dopo il Battesimo, nell'anima neghittosa, seguito da numerosi spiriti maligni, conformemente a quanto il Signore disse: "l'ultima condizione dell'uomo è peggiore della prima". Un altro dice: "Il monaco abbia l'invocazione di Dio al posto del respiro".
Un altro: "L'amore di Dio deve precedere il respiro". Simone il Nuovo Teologo: "Comprimi il ritmo della respirazione in modo da non respirare nel modo abituale". Giovanni Climaco ammonisce: "Il ricordo di Gesù sia unito al tuo respiro, imparerai la forza del silenzio". E l'Apostolo Paolo afferma: "Non io, ma Cristo vive in me" operando in lui insufflandogli la vita divina. E il Signore dice: "lo Spirito soffia dove vuole", prendendo l'immagine del vento che spira. Quando fummo purificati nel battesimo, ricevemmo la eredità dello Spirito e i germi della parola interiore.
Avendo trascurato i comandamenti, custodi della grazia, siamo nuovamente caduti nelle passioni, e invece di respirare lo Spirito Santo, ci siamo riempiti del respiro dei maligni spiriti. Da essi hanno origine gli sbadigli e gli stiramenti delle membra, a dire dei Padri. Chi ha accolto lo Spirito e da Lui si è lasciato purificare, è anche da Lui riscaldato e respira la vita divina, la parla, la pensa, e la vive, conformemente alle parole del Signore. "Non siete voi a parlare ma lo Spirito del Padre che parla in voi". In maniera identica chi è abitato da uno spirito opposto al Signore, parla e agisce in maniera contraria al Signore.
giovedì 11 marzo 2010
Via Crucis.
Ecco che riprendiamo, finalmente, la meditazione quaresimale.
Poniamo ora la nostra attenzione alla Pratica devota della Via Crucis. ( In italiano, la via della Croce.)
Oramai parrebbe scontato, forse ingenuo, e magari anche superstizioso questo cammino doloroso, e forse è proprio così, almeno in certi casi.
La via della Croce è un evento unico, capace di determinare la nostra stessa salvezza nella misura in cui è intimamante e continuamente vissuta.
Intendiamoci meglio; cosè la via Crucis?
Non si tratta qui del semplice esercizio praticato ogni venerdì di quaresima, senza entusiasmo e quasi per forza, ma stiamo parlando dell'incontro doloroso con Cristo, evento culmine della vita Cristiana e assimilabile allo sposalizio umano.
O Cux, Spes unica! Croce, unica Speranza, Talamo ( delle nozze con l'umanità), Trono
(del Cristo vero Re nel Dolore) ed Altare ( Primo e perfetto del Sacrificio del Golgota).
Vivere la via crucis significa portare nel nostro cuore, ogni giorno e in ogni momento, la Croce di Cristo, che è via di salvezza, ce lo ha detto proprio Lui!
" Prendete la vostra croce e seguitemi." La via crucis la compiamo nelle stazioni dolorose della nostra vita, carichi dei nostri peccati, che tante volte ci fanno cadere!
Ma non ci mancherò un Cireneo e nemmeno l'affetto di una madre o la pietà di una Veronica, il cammino verso la morte al mondo è la strada della Vita.
Io Sono la Via, la Verità, la Vita! Il passaggio stretto è la Croce, la via è il Calvario anticipazione necessaria alla risurrezzione.
Il Battesimo è crocifissione e morte in attesa della risurrezione, vivere la Via Crucis significa morire con Cristo per essere, con Lui, glorificati.
Poniamo ora la nostra attenzione alla Pratica devota della Via Crucis. ( In italiano, la via della Croce.)
Oramai parrebbe scontato, forse ingenuo, e magari anche superstizioso questo cammino doloroso, e forse è proprio così, almeno in certi casi.
La via della Croce è un evento unico, capace di determinare la nostra stessa salvezza nella misura in cui è intimamante e continuamente vissuta.
Intendiamoci meglio; cosè la via Crucis?
Non si tratta qui del semplice esercizio praticato ogni venerdì di quaresima, senza entusiasmo e quasi per forza, ma stiamo parlando dell'incontro doloroso con Cristo, evento culmine della vita Cristiana e assimilabile allo sposalizio umano.
O Cux, Spes unica! Croce, unica Speranza, Talamo ( delle nozze con l'umanità), Trono
(del Cristo vero Re nel Dolore) ed Altare ( Primo e perfetto del Sacrificio del Golgota).
Vivere la via crucis significa portare nel nostro cuore, ogni giorno e in ogni momento, la Croce di Cristo, che è via di salvezza, ce lo ha detto proprio Lui!
" Prendete la vostra croce e seguitemi." La via crucis la compiamo nelle stazioni dolorose della nostra vita, carichi dei nostri peccati, che tante volte ci fanno cadere!
Ma non ci mancherò un Cireneo e nemmeno l'affetto di una madre o la pietà di una Veronica, il cammino verso la morte al mondo è la strada della Vita.
Io Sono la Via, la Verità, la Vita! Il passaggio stretto è la Croce, la via è il Calvario anticipazione necessaria alla risurrezzione.
Il Battesimo è crocifissione e morte in attesa della risurrezione, vivere la Via Crucis significa morire con Cristo per essere, con Lui, glorificati.
lunedì 1 marzo 2010
lunedì 22 febbraio 2010
La santa Quaresima
Nell Evangelo di Domenica scorsa, la prima di quaresima, abbiamo assistito alle tentazioni del Signore nel Deserto.
Soffermiamoci ora brevemente su questa pagina del Vangelo di Luca: Il Signore è stato appena Battezzato da S. Giovanni e la predicazione messianica è giunta al suo inizio.
Il Signore vuole però ritirarsi dal Mondo per ritrovare nella solitudine con il Padre le forze necessarie alla sua missione tra gli uomini.
Il Deserto è il luogo in cui il cuore di Cristo ritrova se stesso nell'incontro col Dio di Abramo che proprio nel deserto aveva manifestato la sua potenza.
Ma nel deserto c'è lo scorpione e il serpente, nel deserto c'è Satana, l'accusatore.
E' questa una pagina tanto cara a chi si occupa di esorcismi e demonologia, ci troviamo innanzi a un corpo a corpo tra Dio e il Male.
La vittoria è fin dal principio in mano a Dio ma non è questo che conta, siamo anche noi nel deserto e la vittoria non è così scontata.
Satana dispone di tre armi: La fame, l'impotenza, l'umiliazione.
Con questi mezzi ci spinge a scegliere il male per avere un contraccambio immediato e materiale. Pane, Potere e ammirazione.
Sono queste le tre tentazioni: dell'Apparire, dell'Avere, del Dominare.
Non si esauriscono nel deserto ma accompagnano il Signore fin sulla croce, ricordate? "Se sei il figlio di Dio, scendi dalla Croce e noi ti crederemo"
No, non gli avremmo creduto, sarebbe stato uno dei tanti santoni, uno di quei dervisci capaci di azioni mirabolanti ma veramente distanti dall'Eternità.
La Beata Eustochio è immago Christi, immagine del Cristo nel senso che ha fatto sua la Parola e custodendola l'ha fatta fruttificare rendendola vera Via verso la salvezza.
Se cerchiamo un uomo, non un dio, capace di soffrire; rivolgiamo il nostro sguardo a Cristo e ai suoi Santi che con eroica virtù hanno contrastato con tutte le loro forze l'istinto carnale che li trascinava verso il basso.
Beata Eustochio, concedi a tutti noi di vivere una quaresima di penitenza attraverso sacrifici quotidiani e preghiere sincere per giungere a una maggior comprensione del mistero Pasquale che è la nostra Salvezza.
Amen.
Soffermiamoci ora brevemente su questa pagina del Vangelo di Luca: Il Signore è stato appena Battezzato da S. Giovanni e la predicazione messianica è giunta al suo inizio.
Il Signore vuole però ritirarsi dal Mondo per ritrovare nella solitudine con il Padre le forze necessarie alla sua missione tra gli uomini.
Il Deserto è il luogo in cui il cuore di Cristo ritrova se stesso nell'incontro col Dio di Abramo che proprio nel deserto aveva manifestato la sua potenza.
Ma nel deserto c'è lo scorpione e il serpente, nel deserto c'è Satana, l'accusatore.
E' questa una pagina tanto cara a chi si occupa di esorcismi e demonologia, ci troviamo innanzi a un corpo a corpo tra Dio e il Male.
La vittoria è fin dal principio in mano a Dio ma non è questo che conta, siamo anche noi nel deserto e la vittoria non è così scontata.
Satana dispone di tre armi: La fame, l'impotenza, l'umiliazione.
Con questi mezzi ci spinge a scegliere il male per avere un contraccambio immediato e materiale. Pane, Potere e ammirazione.
Sono queste le tre tentazioni: dell'Apparire, dell'Avere, del Dominare.
Non si esauriscono nel deserto ma accompagnano il Signore fin sulla croce, ricordate? "Se sei il figlio di Dio, scendi dalla Croce e noi ti crederemo"
No, non gli avremmo creduto, sarebbe stato uno dei tanti santoni, uno di quei dervisci capaci di azioni mirabolanti ma veramente distanti dall'Eternità.
La Beata Eustochio è immago Christi, immagine del Cristo nel senso che ha fatto sua la Parola e custodendola l'ha fatta fruttificare rendendola vera Via verso la salvezza.
Se cerchiamo un uomo, non un dio, capace di soffrire; rivolgiamo il nostro sguardo a Cristo e ai suoi Santi che con eroica virtù hanno contrastato con tutte le loro forze l'istinto carnale che li trascinava verso il basso.
Beata Eustochio, concedi a tutti noi di vivere una quaresima di penitenza attraverso sacrifici quotidiani e preghiere sincere per giungere a una maggior comprensione del mistero Pasquale che è la nostra Salvezza.
Amen.
giovedì 18 febbraio 2010
Diaologo con la Beata Eustochio
Suor Eustochio sedeva in uno sgabello di legno scricchiolante, al suo scrittoio, come ogni giorno a redigere le sue preghiere alla Vergine; la sua mano malferma tracciava segni incerti su di un foglio di pergamena, le bende bianche macchiate di umori che le avvolgevano il polso e le dita strisciavano sul legno, dando origine all'unico timido suono nella cella, insieme allo scricchiolare della penna d'oca.
Il volto non lasciava trasparire quella malinconia che l'assediva da tempo, da quando non riusciva più a vedere davanti agli occhi Cristo eucaristia, ma vedeva i suoi peccati, vedeva se stessa commettere peccati che non avrebbe mai potuto commettere, contro Dio e contro la sua anima.
Appoggiata la penna, mise la mano al petto e premette lì dove una stretta fasciatura le copriva piaghe e ferite, ustioni e tagli: ad ogni tocco, un triste ricordo; un giorno il nemico l'aveva fatta scivolare a terra, e con una forza violenta l'aveva obbligata ad adorare la sua obra proiettata dalla finestra sul pavimento. Ma al suo rifiuto erano comiciate ustioni e battimenti, fino a quando, esanime, perse i sensi.
Suor Eustochio riprese a scrivere, ma dovette smettere ancora: ora era la testa a dolerle, ma non nella pelle, non nelle ossa, ma nella sua mente: sentiva folli bestemmie, parole turpi, voci delle anime dannate, voci che la esortavano ad abbandonare Dio per avere pace e riposo.
Ma Eustochio, forte della sua fede, si girò all'istante, e disse alla conversa alle sue spalle che filava inquietata dalla fama che avvolgeva la suora davanti a lei:
« Ero sereno e Dio mi ha stritolato, mi ha afferrato la nuca e mi ha sfondato il cranio, ha fatto di me il suo bersaglio. I suoi arcieri prendono la mira su di me, senza pietà egli mi trafigge i reni, per terra versa il mio fiele, apre su di me breccia su breccia, infierisce su di me come un generale trionfatore »
Poi, dopo che un urlo ebbe invaso l'aria già pregna di malefici miasmi, e il sole ebbe preso il posto delle tenebre, Suor Eustochio emise un lungo sospiro, sorrise, e guardando l'infinito di Dio, disse ancora:
"Come il fuoco mette alla prova il fuoco, così la tentazione mette alla prova il giusto! Confidiamo sempre in Dio: lui non vuole il male per noi, ma ci ama e ci sostiene sempre!"
Detto questo, Eustochio si lascio andare ad un'estasi lunga fino al tramonto.
Il volto non lasciava trasparire quella malinconia che l'assediva da tempo, da quando non riusciva più a vedere davanti agli occhi Cristo eucaristia, ma vedeva i suoi peccati, vedeva se stessa commettere peccati che non avrebbe mai potuto commettere, contro Dio e contro la sua anima.
Appoggiata la penna, mise la mano al petto e premette lì dove una stretta fasciatura le copriva piaghe e ferite, ustioni e tagli: ad ogni tocco, un triste ricordo; un giorno il nemico l'aveva fatta scivolare a terra, e con una forza violenta l'aveva obbligata ad adorare la sua obra proiettata dalla finestra sul pavimento. Ma al suo rifiuto erano comiciate ustioni e battimenti, fino a quando, esanime, perse i sensi.
Suor Eustochio riprese a scrivere, ma dovette smettere ancora: ora era la testa a dolerle, ma non nella pelle, non nelle ossa, ma nella sua mente: sentiva folli bestemmie, parole turpi, voci delle anime dannate, voci che la esortavano ad abbandonare Dio per avere pace e riposo.
Ma Eustochio, forte della sua fede, si girò all'istante, e disse alla conversa alle sue spalle che filava inquietata dalla fama che avvolgeva la suora davanti a lei:
« Ero sereno e Dio mi ha stritolato, mi ha afferrato la nuca e mi ha sfondato il cranio, ha fatto di me il suo bersaglio. I suoi arcieri prendono la mira su di me, senza pietà egli mi trafigge i reni, per terra versa il mio fiele, apre su di me breccia su breccia, infierisce su di me come un generale trionfatore »
Poi, dopo che un urlo ebbe invaso l'aria già pregna di malefici miasmi, e il sole ebbe preso il posto delle tenebre, Suor Eustochio emise un lungo sospiro, sorrise, e guardando l'infinito di Dio, disse ancora:
"Come il fuoco mette alla prova il fuoco, così la tentazione mette alla prova il giusto! Confidiamo sempre in Dio: lui non vuole il male per noi, ma ci ama e ci sostiene sempre!"
Detto questo, Eustochio si lascio andare ad un'estasi lunga fino al tramonto.
Iscriviti a:
Post (Atom)



